Applied Scholastics ha fatto il suo ingresso in Italia nel 1978, quando un gruppo di professori di una scuola statale ha fondato il Centro di Istruzione Moderna.

Italia
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| Applied Scholastics Italia ha aperto il primo centro nel 1978 ed ora ha
25 gruppi attivi in tutto il paese,
tra cui scuole, centri per la
tecnologia di studio, centri
didattici e singoli docenti. |
Oggi c'è un ufficio di Applied Scholastics a Milano con 25 gruppi attivi in tutto il paese, tra cui scuole, centri per la tecnologia di studio, centri didattici e singoli docenti.
Nel 1999 il Ministero dell'Istruzione ha approvato l'inclusione di un corso sulla tecnologia di studio per i professori italiani, per i loro studi di aggiornamento.
Nel 2001 e 2002 Applied Scholastics Italia ha condotto un progetto chiamato "Giovani in divisa", con il sostegno del Sindacato Nazionale di Polizia, che ha preparato ragazzi che volevano diventare poliziotti, ma la cui istruzione era incompleta.

India
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Il progetto ha avuto inizio nel settembre 2001 con 43 studenti e cinque educatori che stavano apprendendo la tecnologia di studio. Il progetto pilota venne concluso il mese dopo e le persone che sostennero l'esame, riuscirono a superarlo.
Nel 2002 circa 300 studenti hanno partecipato al programma "Giovani in divisa" in 12 città: Pompei, Milano, Torino, Genova, Bologna, Forlì, Vicenza, Firenze, Roma, Salerno, Avellino e Agrigento. Di nuovo, ogni persona che si è presentata agli esami, li ha superati.
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Dal 1993 al 1999 ho diretto un progetto di ricerca intitolato ‘La qualità della comunicazione nel processo di insegnamento e di apprendimento’ per il Ministero dell'Istruzione Italiano a Roma, durante il quale la tecnologia di studio è stata accuratamente verificata nella formazione di insegnanti e in progetti con gli studenti. L'attività è completamente documentata nel rapporto in questione tramite dichiarazioni di insegnanti e studenti, materiali e test, che non solo mostrano la completa funzionalità della tecnologia, ma anche l'urgente necessità del suo impiego per migliorare la qualità del sistema didattico italiano...
In una scuola, ad esempio, in cui ho fornito consulenza a un gruppo di professori incaricati di 'studenti handicappati', i miglioramenti sono stati stupefacenti. Un ragazzo che non poteva parlare (comunicava solo tramite messaggi scritti), dopo un anno di scuola ha riacquistato la favella. Un altro insegnante che ho incontrato a dieci anni di distanza ha fatto sapere a un nuovo gruppo di professori in formazione che grazie alla tecnologia di studio aveva salvato l'istruzione di sua figlia.
Un ispettore del Ministero dell'Istruzione, che ha seguito il mio progetto di ricerca, ha detto quanto segue nella prefazione da lui scritta per il mio rapporto finale: 'Il contenuto del rapporto sembra essere qualcosa che abbiamo atteso per molto tempo; è un insieme efficace e concreto in grado di tradurre in realtà quello che ci si aspetta oggi dalle riforme didattiche.'"
– Professoressa Giuliana Modonesi, esperta di procedimenti formativi, Roma, Italia
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